Conviene davvero tenere aperto un conto corrente?

Le abitudini dei risparmiatori, nonostante i cambiamenti monetari e politici, sembrano restare immutabili. Il conto corrente bancario o postale mantiene il suo indiscusso primato. A preferire il conto corrente rispetto ad altri prodotti finanziari sono soprattutto le famiglie. Il dato proviene dall’ultima ricerca sulla liquidità degli italiani, effettuata da Bankitalia. I motivi? Secondo lo studio sono da ricercare nella poca fiducia per il futuro e nella scarsa cultura finanziaria da parte dei risparmiatori. Ma attualmente quanto conviene davvero tenere i propri risparmi in un conto corrente?

Conto corrente: i costi

Anche se molti istituiti di credito mirano a promuovere i conti correnti “zero spese” (che permettono di annullare i costi di apertura, chiusura e gestione del conto corrente), in realtà tenere aperto un conto corrente (anche online) ha dei costi evidenti, ma anche occulti. Basti pensare che l’inflazione, che nel nostro Paese è a livelli piuttosto alti, produce conseguenze negative sul potere d’acquisto dei risparmi depositati su conto corrente, senza che gli ignari risparmiatori se ne accorgano.

Il conto corrente è il sistema di pagamento preferito dai risparmiatori italiani: ecco perchèAttaccamento al denaro contante

Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia è ancora attaccata ad una cultura finanziaria che mette al centro di tutto la liquidità contante. Per “intensità di utilizzo del cash” il nostro Paese occupa gli ultimi posti nella classifica mondiale. In alcuni Stati, proprio al fine di disincentivare l’uso del contante, hanno ridotto gli sportelli Bancomat disponibili, mentre in Italia i prelievi di contante da Atm sono aumentati dell’8,9% annuo (dal 2008 al 2016).

Cosa cambierà con arrivo Psd2?

Sono in molti a chiedersi quale sarà l’impatto della Psd2 sull’utilizzo del cash e sulle abitudini della maggior parte degli italiani che prediligono il conto corrente come sistema di pagamento. Psd2 è una direttiva emessa dall’Unione Europea che si pone l’obiettivo di creare un mercato unico dei sistemi di pagamento. L’impatto sarà più evidente sulle persone che già utilizzano strumenti alternativi di pagamento, e comunque il percorso si prevede lungo e piuttosto lento. Comunque bisognerà abituarsi, e banche e negozi stanno già muovendosi in questo senso per non farsi cogliere impreparati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *