Che cosa sono i CIR (Conti individuali di risparmio)

Il Governo Lega- M5Stelle ha annunciato la prossima creazione dei Cir, uno strumento che dovrebbe stimolare i cittadini ad investire in titoli di Stato italiani usufruendo di una serie di vantaggi fiscali. Lo Stato utilizzerebbe questo risparmio privato per finanziare la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture nazionali, dai ponti alle scuole. I Conti individuali di risparmio dovrebbero partire a Gennaio 2019.

Tetto a 3 mila euro annui e vantaggi fiscali

L’obiettivo del Governo è di raccogliere 15 miliardi di euro annui. Ma in cosa consistono i CIR? In sostanza, si tratta di una “scatola” nella quale far confluire titoli di Stato, per la precisione Btp con scadenza minima quinquennale, finalizzati allo sviluppo delle infrastrutture. Ognuno potrà investire fino ad un massimo di 3 mila euro all’anno, con un tetto di 90 mila euro complessivi. La proposta include vari sconti fiscali per chi conserverà i Cir fino a scadenza. Il rendimento non sarà tassato e la somma investita sarà deducibile al 23%. Inoltre, plusvalenze e minusvalenze saranno irrilevanti sul calcolo dell’Irpef, e non sono previste imposte su donazione e successione.

Per rendere i Cir ancora più appetibili, dovrebbero essere resi impignorabili. Invece, chi cederà i titoli prima della scadenza, perderà ogni beneficio. La questione degli sconti fiscali, però, potrebbe incontrare l’opposizione dell’Unione Europea, in quanto potrebbe alterare il principio della “libera concorrenza comunitaria”, quindi sarebbe classificabile come “aiuto di Stato”, in questo caso a se stesso.

In cosa consistono i Conti individuali di risparmio?A chi sono rivolti i Cir

I Conti individuali di risparmio sono pensati come uno strumento di investimento adatto a chi ha una propensione al rischio medio-bassa. Tuttavia, non mancano i dubbi sulla loro effettiva capacità di tornare ad attirare l’attenzione dei risparmiatori italiani verso le obbligazioni del Tesoro, che negli ultimi anni si è progressivamente ridotta scendendo fino al 5%. In primo luogo, mettere a disposizione un massimo di 3 mila euro a persona significa dover stimolare 5 milioni di investitori, il che costituisce un obiettivo di difficile realizzazione. A fine ottobre, poi, c’è il rischio di un declassamento dei titoli di Stato italiani da parte delle agenzie di rating, dopo il rialzo al 2,4% della stima sul rapporto deficit/Pil previsto nel Documento di economica e finanza (Def), che ha fatto schizzare verso l’alto lo spread.

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